il progetto

IL PAESE DELLE TERRE D’OLTREMARE

è il titolo da fiaba o da mito ‘esotico’ di un progetto artistico che intreccia echi e suoni, oggetti e tracce, dotati del potere favoloso di aprire mondi nascosti, scomparsi o mai esistiti.

Sulle spalle/On my back

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Aloe e aracne IL PAESE DELLE TERRE D’OLTREMARE , in un’ottica processuale, intreccia echi, suoni, oggetti e tracce, dotati del potere favoloso di aprire mondi nascosti, scomparsi o solo  immaginati: tracce e segni materiali, fatti e manufatti; parole e suoni sopravvissuti nei racconti, nelle memorie familiari private e nella lingua; suoni e parole di produzioni canore e musicali connesse alle vicende d’Oltremare; istituzioni e costruzioni, intese come edifici e ‘impianti vegetali di semi e specie aliene (Mostra d’Oltremare), ‘archivi’ fondati per sostenere l’impianto culturale ed economico dell’Impero.

La ricerca  è centrata su Napoli, città che, negli anni in cui l’epopea dell’Impero coloniale italiano giunse al culmine, era porto di imbarco per le colonie; sede dell’Istituto Universitario L’Orientale, che formava funzionari “coloniali”; sede  della Mostra Triennale delle Terre d’Oltremare (oggi “MOSTRA D’OLTREMARE S.p.A.”) che è il luogo su cui e da cui converge il progetto. Napoli era destinata a divenire la sede del Ministero delle Colonie, ovvero la capitale ufficiale di quel Sud Mediterraneo dove tutti i paesi del Nord avevano da tempo appuntato la bandierina coloniale. In un disegno coerente, in cui, facendo riferimento alle letture della vicenda unitaria come primo episodio della politica coloniale del regno sabaudo/italiano, la città era stata la prima capitale colonizzata e l’avamposto per chiudere il ciclo con la conquista della Quarta Sponda del Mediterraneo e di un Viceregno delle Tre Sicilie (questa è la mia visione poetica e fantapolitica). La guerra, la sconfitta, la fine e la condanna ideologica, morale e politica del regime fascista hanno motivato e nutrito la rimozione, sul piano individuale e collettivo, di tutto quello che riguardava quegli anni, compresa la vicenda delle colonie.

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